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Page 1 of 3 Paolo, stratega di una comunicazione d'impatto: che dell'Apostolo delle genti siano state da sempre celebrate preclare virtù di intraprendenza operativa è cosa nota; che invece si sia inteso coglierne l'esempio per la formulazione di un identikit del buon comunicatore, è cosa meno ricorrente. Del Paolo missionario, predicatore, viaggiatore, servo e testimone infaticabile vogliamo di seguito carpire un aspetto certamente non inedito, ma non meno edificante: quello del "comunicatore d'impatto", del testimone la cui parola - in sinergia con una comunità di collaboratori e compagni - si fa voce efficace nel coro di un'armoniosa sinfonia di salvezza.
Atleta della comunicazione, l'apostolo di Tarso è all'origine di un movimento di annuncio di larghissime proporzioni. Dell'intraprendenza di Paolo si resta stupiti: uomo dalle vedute larghe e dalle scelte coraggiose, sfida i tempi e gli spazi delle culture per ascrivervi la scomoda eventualità di una proposta alternativa. Paga di persona per ciò che annuncia. Incompreso, continua a comunicare - per dovere e non per vanto, come dirà nelle sue Lettere - quell'unico Vangelo in cui riconosce l'esordio incandescente di una storia di salvezza.
Non è un abile parlatore: i suoi avversari ne rimarcano la debole presenza fisica e la parola dimessa (2Cor 10,10). Il successo del suo apostolato -lo ricorda Benedetto XVI - dipende soprattutto «da un coinvolgimento personale nell'annunciare il Vangelo con totale dedizione a Cristo; dedizione che non temette rischi, difficoltà e persecuzioni» (omelia del 28 giugno 2007). Ma non si tratta di una "consacrazione" solitaria: una vasta schiera di collaboratori ne condivide le ansie e le gioie, le difficoltà e le gratificazioni.
Volendo sintetizzare gli elementi attorno ai quali si delinea il profilo del Paolo comunicatore, possiamo indicare cinque tratti vincenti che caratterizzano la sua personalità e il suo annuncio.
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