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"Il mio Vangelo” è il titolo che domina nella copertina illustrata da un dettaglio della statua marmorea di Paolo collocata in uno dei quattro lati del ciborio di Arnolfo di cambio collocato sopra l’altare papale della basilica di San Paolo fuori le Mura in Roma. Domina, nello sfondo, il maestoso Cristo Pantokrator dell’abside a sottolineare che il Vangelo di Paolo è lo stesso Cristo che a lui si rivela sulla via di Damasco. Sempre con 72 pagine a colori, più copertina, Paulus, in luogo del classico editoriale, si apre con le parole di Benedetto XVI che, mese dopo mese, con le sue “catechesi” guida all’ascolto di “Paolo che vuole parlare oggi”. Con l’intervista di Graziano Motta a Sante Guido che ha curato il restauro del Ciborio di Arnolfo di cambio dal 1999, Paulus rientra nel "cuore dell’anno paolino", la Basilica di San Paolo fuori le mura, e illustra lo “splendore” di questo importante testimone dell’architettura medievale. Il Priore di San Paolo, Abrahamowivz, descrive con dovizia di particolari il significato dell’unica lampada che arde quotidianamente nella Basilica, simbolo del “consumarsi” per Cristo. Segue il Patriarca Melkita Gregorio III con la lettera per l’inaugurazione dell’anno Paolino ricordando che proprio a Damasco il grande Apostolo ha ricevuto il Vangelo e il dono della rinascita spirituale.. Dal monastero delle Clarisse di Santa Chiara di Roma veniamo informati sull’anno Paolino vissuto nel silenzio della clausura e nella preghiera aperta a tutte le genti. Mentre da Betlemme, Piergiorgio Gianazza, offre una riflessione sulla formazione di Paolo, considerato uomo di tre culture. Novità interessante e accattivante è l’inaugurazione, nello spirito di rendere “Paolo vivo oggi”, della rubrica dedicata ai bambini, dal titolo “quando ero bambino” e curata da Diletta Tinti. Il dossier è tutto incentrato sul “Vangelo di Paolo” a partire dai tre racconti presenti negli Atti degli Apostoli che descrivo l’evento della Conversione a Damasco. Monsignor Ravasi offre una riflessione su questi tre racconti; J. M. Everts chiarisce il significato e la portata dell’evento di Damasco precisando sia il concetto di conversione sia quello di chiamata, supportato da una attenta e puntuale presentazione delle varie “voci” presenti nei tre testi; l’archeologo Piccirillo ricostruisce con i ritrovati offerti dalla ricerca e dagli scavi i luoghi e le circostanze dell’evento, tracciandone anche la storia dall’epoca originaria a tutt’oggi. Il biblista Romano Penna presenta una lettura dell’evento di Damasco sottolineandone gli aspetti più significativi per il mondo spirituale dell’ Apostolo, distinguendo tra le diverse interpretazioni che si sono date della conversione di Paolo. Ovviamente il dossier di compone di altri interventi che focalizzano l’evento di Damasco con particolare riferimento ad un dettaglio che raramente si commenta: quello delle “squame” e ne parla Ivan Marko Rupnik autore di un indovinato mosaico che descrive questo particolare. La seconda parte di Paulus ospita la gran parte delle rubriche, interrotte da un’intervista a Sandro Curzi sull’apporto di Paolo missionario e annunciatore del Vangelo nel mondo della comunicazione di Oggi. Il mariologo Stefano de Fiores conclude la riflessione, avviata nel numero precedente di Paulus, sul primo testo mariologico del Cristianesimo che proprio l’Apostolo Paolo offre nella lettera ai Galati.. il Brasiliano Valdioney Pereira do Santos presenta la descrizione di una delle grandi Chiese che nel mondo sono dedicate all’Apostolo: la Cattedrale da sé o di San Paolo del Brasile.
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